venerdì 10 ottobre 2008
Buono a sapersi
Quale intenzionalità muove la mano di chi compone versi, novelle, o anche soltanto pagine di diario o lettere che non spedirà mai? Il segreto della scrittura narrativa si intreccia con l'alchimia della creatività e col mistero della psicoterapia: l'Io di chi scrive si rivolge a un Tu ipotetico (che a volte si materializza, come avviene nell'esperienza clinica), ed esprime così il desiderio di contatto che sta alla base di ogni attività creativa.
mercoledì 8 ottobre 2008
Incontro
E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei,
la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.
Il sole che calava già rosseggiava la città
già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:
come un istante "deja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia...
Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,
dieci anni da narrare l'uno all' altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:
"cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,
ti ho scritto è un anno, mi han detto che eri ancor via".
E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia...
E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,
per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,
il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste:
la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste...
Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì
ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri films:
come in un libro scritto male, lui s' era ucciso per Natale,
ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:
povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto...
E pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende il tempo dà...
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..."
la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.
Il sole che calava già rosseggiava la città
già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:
come un istante "deja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia...
Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,
dieci anni da narrare l'uno all' altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:
"cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,
ti ho scritto è un anno, mi han detto che eri ancor via".
E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia...
E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,
per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,
il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste:
la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste...
Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì
ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri films:
come in un libro scritto male, lui s' era ucciso per Natale,
ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:
povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto...
E pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende il tempo dà...
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..."
mercoledì 10 settembre 2008
Essere una marmotta..
Lascio troppo scorrere le cose..
Ok, fermare sempre il flow non va bene. Prima o poi la diga cede.
Ma non si puó neanche lasciarsi passare tutto sopra aspettando che qualcuno cambi lo status quo.
Non essere sedentario. Costruisci. Poi ci riderai sopra a ció che é accaduto.
Ok, fermare sempre il flow non va bene. Prima o poi la diga cede.
Ma non si puó neanche lasciarsi passare tutto sopra aspettando che qualcuno cambi lo status quo.
Non essere sedentario. Costruisci. Poi ci riderai sopra a ció che é accaduto.
giovedì 4 settembre 2008
Storiella ebraica
Il figlio annuncia al padre la propria intenzione di voler sposare la signorina Katz.
Il padre obietta che la signorina Katz non ha la dote. E il figlio ribatte dicendo che solo con lei potrá essere felice.
Al che il padre chiede: "Essere felice, e cosa ne ricavi?"
Il padre obietta che la signorina Katz non ha la dote. E il figlio ribatte dicendo che solo con lei potrá essere felice.
Al che il padre chiede: "Essere felice, e cosa ne ricavi?"
lunedì 1 settembre 2008
Experience
Strane sensazioni in questi giorni.
Guardo il calendario: 1 settembre. Minchia come passa il tempo. E l`estate si sta giá concludendo..
"La foto della scuola non mi assomiglia +, ma i miei difetti sono tutti intatti"
Guardo il calendario: 1 settembre. Minchia come passa il tempo. E l`estate si sta giá concludendo..
"La foto della scuola non mi assomiglia +, ma i miei difetti sono tutti intatti"
venerdì 22 agosto 2008
"2 diviso 2 = 1"
Eccomi qua. Passato un bel pó di tempo, cacchio.
Oggi, al lavoro, i miei colleghi di divisione non ci sono: vacanza dopo lo Sziget. Poveretti. Quanto lavoro allo stand Nokia.
E oggi é anche venerdi`. Quindi lavoro a manetta.
Se.
Allora ho pensato: perché non passare nel mio fantastico blog per scrivere the latest news.
Mi sono accorto che i post di agosto sono: 1!! Minchia, non avró scritto troppo?
Il problema é che nelle ultime settimane, a parte al lavoro, il pc non l`ho visto molto.
Tra ospiti, w-end a Siőfok e altre cazzate, l`amato portatile é rimasto spento.
Cosa é successo in queste settimane?
Che é passato nella mia insana mente?
Innanzitutto mi vengono in mente le discussioni con gli amici riguardo al problema "estero" che affligge comunemente le coppie.
Le settimane scorse ne ho vissute in modo molto diretto le conseguenze, gli sviluppi e i retroscena. E cosi` ne ho parlato un pó con amici e colleghi.
Cacchio, é mai possibile che nella vita si pensi sempre e solo in "2 diviso 2 = 1"??
Si perché chi rimane nel proprio contesto rivendica all`altro di essere egoista, di non pensare alla coppia. Al 2.
Peró lui (lei) stesso é il primo ad essere egoista. Ad essere l`1 sopra tutto.
Si, proprio cosi`.
Questo perché non vede le possibilitá di crescita del compagno (a) data da un`esperienza all`estero (o in un altro contesto).
Si matura, si impara ad arrangiarsi, a vivere da soli, ad essere indipendenti. E questo credo che sia molto importante.
Nella vita non si puó sempre dipendere dalla famiglia, dagli amici, dalla propria compagna. Bisogna imparare a vivere con se stessi, a rispettare e a considerare positivamente quello che siamo. Perché credo che la prima persona a cui devi piacere, sei tu.
Poi l`importante é non esagerare e lodare sempre e solo sé stessi (chi si loda si sbroda, dice sempre mia mamma).
Peró se ti vuoi bene, se ti accetti per come sei, é un gran passo per vivere meglio con gli altri. Anzi é il primo passo.
E lo dice una persona che sfortunatamente non ha una grandissima considerazione di sé.
Ma ci sto lavorando.
Beh, tornando al discorso coppia. Insomma, il compagno (a) dovrebbe vedere positivamente un`esperienza all`estero. La persona tornerá di sicuro piú matura e piú conscia di sé. Ma lo spirito egoistico porta a dire: "vai a fare vacanza", "ti vai a divertire", "pensi solo a te. E io qui che lavoro/studio".
E volete sapere la cosa ancora piú ironica. Se tale esperienza all`estero consiste per esempio in un master che impegna tutta la giornata o in un lavoro stressante e molto impegnativo, l`altro ti dirá: "va bene dai, ti serve per il tuo futuro. Lo capisco". Mentre se é l`erasmus o leonardo, quindi un`esperienza piú rilassata, diventa un problema molto grande.
Cioé, piú l`altro (a) "soffre", piú l`esperienza all`estero viene accettata. Ironico, no? "Soffro io, soffri anche te."
Ok, devo ammettere che anch`io, se avessi una tipa che mi dice cha va all`estero, farei fatica a dirle: "vai, vai, che figata". Ed é vero che sarebbe ancora piú dura se fosse un`erasmus/leonardo.
Peró mi rendo conto che occasioni del genere sono uniche e superformative.
C`é la paura delle corna.
Ma forse la vera paura é vedere tornare una persona diversa. Proprio cosi`. Una persona che non ci ama piú perché noi siamo rimasti come prima.
"E se torna e poi é diverso? Se non gli intesso piú per come sono?".
Oggi, al lavoro, i miei colleghi di divisione non ci sono: vacanza dopo lo Sziget. Poveretti. Quanto lavoro allo stand Nokia.
E oggi é anche venerdi`. Quindi lavoro a manetta.
Se.
Allora ho pensato: perché non passare nel mio fantastico blog per scrivere the latest news.
Mi sono accorto che i post di agosto sono: 1!! Minchia, non avró scritto troppo?
Il problema é che nelle ultime settimane, a parte al lavoro, il pc non l`ho visto molto.
Tra ospiti, w-end a Siőfok e altre cazzate, l`amato portatile é rimasto spento.
Cosa é successo in queste settimane?
Che é passato nella mia insana mente?
Innanzitutto mi vengono in mente le discussioni con gli amici riguardo al problema "estero" che affligge comunemente le coppie.
Le settimane scorse ne ho vissute in modo molto diretto le conseguenze, gli sviluppi e i retroscena. E cosi` ne ho parlato un pó con amici e colleghi.
Cacchio, é mai possibile che nella vita si pensi sempre e solo in "2 diviso 2 = 1"??
Si perché chi rimane nel proprio contesto rivendica all`altro di essere egoista, di non pensare alla coppia. Al 2.
Peró lui (lei) stesso é il primo ad essere egoista. Ad essere l`1 sopra tutto.
Si, proprio cosi`.
Questo perché non vede le possibilitá di crescita del compagno (a) data da un`esperienza all`estero (o in un altro contesto).
Si matura, si impara ad arrangiarsi, a vivere da soli, ad essere indipendenti. E questo credo che sia molto importante.
Nella vita non si puó sempre dipendere dalla famiglia, dagli amici, dalla propria compagna. Bisogna imparare a vivere con se stessi, a rispettare e a considerare positivamente quello che siamo. Perché credo che la prima persona a cui devi piacere, sei tu.
Poi l`importante é non esagerare e lodare sempre e solo sé stessi (chi si loda si sbroda, dice sempre mia mamma).
Peró se ti vuoi bene, se ti accetti per come sei, é un gran passo per vivere meglio con gli altri. Anzi é il primo passo.
E lo dice una persona che sfortunatamente non ha una grandissima considerazione di sé.
Ma ci sto lavorando.
Beh, tornando al discorso coppia. Insomma, il compagno (a) dovrebbe vedere positivamente un`esperienza all`estero. La persona tornerá di sicuro piú matura e piú conscia di sé. Ma lo spirito egoistico porta a dire: "vai a fare vacanza", "ti vai a divertire", "pensi solo a te. E io qui che lavoro/studio".
E volete sapere la cosa ancora piú ironica. Se tale esperienza all`estero consiste per esempio in un master che impegna tutta la giornata o in un lavoro stressante e molto impegnativo, l`altro ti dirá: "va bene dai, ti serve per il tuo futuro. Lo capisco". Mentre se é l`erasmus o leonardo, quindi un`esperienza piú rilassata, diventa un problema molto grande.
Cioé, piú l`altro (a) "soffre", piú l`esperienza all`estero viene accettata. Ironico, no? "Soffro io, soffri anche te."
Ok, devo ammettere che anch`io, se avessi una tipa che mi dice cha va all`estero, farei fatica a dirle: "vai, vai, che figata". Ed é vero che sarebbe ancora piú dura se fosse un`erasmus/leonardo.
Peró mi rendo conto che occasioni del genere sono uniche e superformative.
C`é la paura delle corna.
Ma forse la vera paura é vedere tornare una persona diversa. Proprio cosi`. Una persona che non ci ama piú perché noi siamo rimasti come prima.
"E se torna e poi é diverso? Se non gli intesso piú per come sono?".
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